La nascita dell'ARS

Il 1948 è stato per la comunità di Rovagnate un anno di grazia: è arrivato, come coadiutore, Don Piero Pointinger; uomo che si scoprirà con l'andare degli anni, molto intelligente con un grande senso del sociale, che ha messo poi in pratica per il bene di tutti noi, compresi gli abitanti dei paesi vicini. Dopo un primo periodo, siamo nel 1949, avendo incominciato a conoscere la nostra (sua) realtà, matura I'idea di promuovere un'attività sportiva che serva a legare i giovani, siano essi maschi o femmine, andando oltre gli schemi che vigevano in quei momenti e inventa "L'ORATORIO DEL CUORE APERTO" nel quale riesce a far esprimere le esigenze dei giovani e meno giovani facendo venire a galla i loro sentimenti. Non esisteva nessuna struttura adatta per stare insieme e praticare un qualsiasi sport.

E allora che nasce I'idea del calcio come sport aggregante più di ogni altro, in quanto gioco di squadra, e l'iniziativa parte grazie alla collaborazione di tre cittadini che questo sport lo praticavano e precisamente: Luigi Galbusera (SEN), Umberto Crippa (SCAEN) e Claudio Rovagnati (promettente calciatore).

Prima squadra di CalcioA questo punto la ruota incomincia a girare e una domenica di fine maggio (1950) si fa una riunione sul praticello dell'oratorio maschile dove ora c'è la cucina. Si deve decidere dove costruire il campo di calcio a undici giocatori. Il problema sembra di difficile soluzione, perché qualsiasi terreno, pur di proprietà della parrocchia, è comunque condotto da contadini e la costruzione dello stadio sottrae un pezzo di terreno a qualcuno di loro, a danno del loro sostentamento in quanto unica fonte di reddito. Alla fine, dopo avere esaminato tutte le possibilità si decide allora di costruire il campo sportivo qui dove esiste ora.

A decisione avvenuta incominciano i problemi organizzativi. Si affida il progetto al geometra Orsanigo di Olgiate Molgora, la costruzione all'impresa edile Mozzanica Cesare di Santa Maria Hoè, lo sbancamento del terreno lo effettua invece l'impresa Ravasi (BUNDI) di Olgiate Molgora e la fornitura dei materiali l'impresa Formenti di Castello Brianza. Luigi Riva e Tarcisio Bonfanti sono addetti alla fabbricazione dei prismi. Insieme a tutte le imprese una flotta di volontari, che consentono un gran risparmio di manodopera. In questo clima si forma una forza aggregante che aiuta a crescere insieme.

Per reperire i fondi necessari si escogitano le più diverse forme: dalle iniziative come la fabbrica e la distribuzione dei gelati, l'allevamento dei polli, le confezioni di oggetti in panno lenci, le mostre di modellismo con i prodotti esposti che poi venivano venduti. A queste attività vanno aggiunti i soldi raccolti dai benefattori. Certamente la Provvidenza non è mancata! Le parole d'ordine per vivere insieme erano: prospettiva -volontà-coraggio. Ricordo vivamente la partecipazione a tutto ciò anche della famiglia di Don Piero, del papà Simone e della sorella Domitilla.

Nel gruppo che aumentava sempre più spiccavano due giovani che purtroppo ora non sono più tra noi: Angelo Colombo (CAMAI) e Angelo Panzeri (PENICULA). A loro il nostro commovente ricordo e ringraziamento. I lavori procedono tra alti e bassi, ma tali al punto di rispettare le date prefissate.

Arriva il giorno dell'inaugurazione. Al pubblico che interviene si presenta un impianto sportivo in piena regola con biglietteria, palazzina per il custode, spogliatoi con docce e il bar e un bellissimo campo di calcio come non ne esisteva nei paesi vicini. All'ingresso, sul grande cancello, il nome: "STADIO IDEALITA". Si disputa la partita inaugurale tra la nostra squadra e una di Milano, ma la soddisfazione sportiva più grande è la vittoria (4-0) avuta dalla nostra squadra sull'Aurora di S. Zeno.

Il resto è la vita che ha accompagnato la nostra comunità fino ai giorni nostri.

Autore: Luigi Riva (per tutti Ul Milan)