Siamo così arrivati a questo momento storico per la nostra ARS. Festeggiare questi 50 anni a mio avviso è anzitutto riconoscere un patrimonio di valori, di opere e d'ideali ereditato da un'altra generazione figlia di una realtà meno agiata rispetto alla nostra, meno sviluppata tecnologicamente, povera di mezzi che però grazie a un forte impulso ideale scatenò quelle motivazioni cariche di progettualità, di entusiasmo che permisero quella straordinaria realizzazione e che ancor oggi ricordiamo.
Questa molla scattò grazie all'abilità alchemica di chi seppe trasformare il valore costituito dal forte senso religioso, che da secoli permeava la nostra comunità, da una pratica religiosa irrigidita e schematica in una rinascita di vivacità, di entusiasmo. Sentendo il raccontare le gesta da chi visse quei tempi, sento un forte batticuore: avverto da un lato il rammarico di non aver potuto respirare quell'atmosfera e dall'altro la consapevolezza che talune esperienze sono difficilmente replicabili: fanno storia a sè.
Costruzione del Campo ARS Immagino ragazzini, cui girava ben poco grano in saccoccia versare ogni settimana la quota Pro-campo, giovani imegnati a costruire alla fine di una pesante giornata lavorativa i prismi per la costruzione della palazzina, adulti che allevavano polli o coltivavano fiori da vendersi per racimolare quattrini. Tutto questo animato e regolato dalla presenza carismatica di un giovane sacerdote forte di un'incrollabile speranza dotato di unfintklligenza finissima, cui faceva da contraltare una sofferta ansia spirituale, quella di dare tutto se stesso per i suoi ragazzi.
Da quel frammento di storia, per noi che costituiamo la comunità rovagnatese, è scaturita quell'energia, quella tensione Positiva che ha rinnovato l'intero paese manifestandosi come una rivoluzione in piccola scala, fondata non tanto sull'astrazione della discussione politica quanto sull'impulso della generosità necessaria per rincorrere l'ideale. Rapportando tutto questo alla nostra quotidianità, scandita da ripetitivi riti consumistici, alimentata da illusorie e banali soddisfazioniche nella maggior parte dei casi non vanno oltre il proprio orticello o la ristretta cerchia degli amici, ci si sente assai poveri e incapaci a competere con le grandi prospettive ideali condivise a quei tempi.
Gli anni successivi, infatti, non hanno visto a mio avviso sbocciare pienamente quelli entusiasmo, vuoi perchè i cambiamenti sociali hanno influito sui comportamenti e sulle dinamicherelazionali sostituendo il fervore di iniziative comunitarie all'opacità dell'interesse privato, vuoi perchè la personalità e il carisma di chi guidava il progetto, preniaturamente scomparso, non erano facilmente surrogabili.
Vi sono stati anni difficili, anche di crisi, vissuti con il pericolo di sacrificare un'esperienza così forte all'altare della modernità, a un'idea diversa d'intendere lo sport rischiando così di tagliarsi le radici. Ciò è fisiologico nella dinamica delle cose di noi umani... ma se lo spirito dell'ARS ha sopportato anche quei momenti è segno che quell'impronta originaria, quell'entusiasmo, quell'energia positiva hanno continuato a vagare e a permeare lo Stadio Idealità. A noi giovani e meno giovani d'oggi il compito di tener viva questa ricchezza, coniugando valori universali che non tramontano con le novità che il tempo propone.
Alla base credo debba rimanere lo spirito di volontariato e di gratuità che ha fatto sorgere lo Stadio Idealità e ha sempre contraddistinto chi ha dato il proprio tempo per I'ARS ; questo modo d'essere e di concepire l'impegno è uno stile trasversale: tra di noi vi è chi agisce ispirato dai principi della gratuità e dell' amore per il prossimo di chiara matrice cristiana e chi, animato da uno spirito laico, vede nello sport e nei valori che esso veicola un'insostituibile locomotiva nel progresso dei rapporti interpersonali tra le varie generazioni. Insieme inconsapevolmente costituiamo valore, rinnovando quell'ansia di nuovo e di bello ereditata dai nostri padri e nonni.
Queste motivazioni dovranno a mio avviso camminare sempre animate da un forte senso di responsabilità, rafforzato dalla consapevolezza del ruolo che rivestiamo nel contesto sociale della Valletta e dalle aspettative che evochiamo soprattutto nei più giovani e nelle loro famiglie.
Festa dell'inugurazione del Campo ARS Un altro ingrediente imprescindibile è rappresentato dalla genuinità del nostro impegno: se l'uomo, come diceva un saggio maestro, è "quell'elemento della natura che si fa questione di soddisfazione" il nostro impegno deve mirare anzitutto alla sana soddisfazione dei nostri ragazzi più che alla libido del risultato ad ogni costo e della nostra soddisfazione personale.
Ricordiamoci poi che il nostro compito non è quello di produrre fuoriclasse, ma di dare un importante contributo a formare gli uomini di domani: I'attività sportiva è un mezzo ricco di elementi con i quali stimolare la crescita dei nostri ragazzi, a noi il compito di orientarli positivamente sconfessando l'atteggiamento ipocrita di molti operatori del mondo sportivo che oggi caricano l'attività di tensioni negative, trasformando il tutto in una valvola di sfogo di un latente malessere sociale.
I nostri ragazzi nell'esperienza associativa hanno bisogno di trovare chi li aiuti a confrontarsi con le problematiche, con le situazioni che spesso ricalcano quelle della quotidianità e a far tesoro dell'esperienza maturata così da poter operare delle scelte con cui apprezzare la libertà di cui godono, libertà che "ricordiamoci" da sola non forma uomini maturi se non è coniugata con l'etica della responsabilità e lo sport in questo senso può essere un efficacissimo veicolo. Per raggiungere questo occorre da parte di tutto lo staff il coraggio di mettersi in discussione: è prioritario puntare sulla qualificazione del nostro operare in tutti gli ambiti inerenti la nostra attività.
Il presidente al lavoro presso il campo ARS. Solo così lo Spirito che vaga tra mura dello Stadio Idealità continuerà ad esserci propizio rinnovando quell'impegno di personalità tanto caro a nostri vecchi, quel donare la propria parte migliore al prossimo, concetto essenziale, tesoro di inestimabile valore che la provvidenza ci ha regalato.
Auspico poi che le realtà sociali, istituzionali e produttive del nostro ambiente non siano insensibili ai nostri sforzi quotidiani profusi per far continuare questa storia; il nostro impegno infatti non è solamente rivolto all' aspetto educativo e formativo della gioventù locale ma si fa carico anche del mantenimento e rinnovamento dello Stadio Idealità a noi affidato in cura dalla Parrocchia. Tale impegno è assai oneroso sia in termini di tempo che di risorse economiche. L'ammodernamento recentemente realizzato, fortemente voluto dall'ARS, realizzato grazie al fondamentale supporto della Parrocchia, rappresenta il secondo passo, dopo la costruzione del campo di allenamento, per rendere la struttura sempre più funzionale e moderna.
Mi auguro insomma di ricevere il giusto sostegno da parte di chi, non avendo tempo materiale da dedicare alla vita dell' ARS, ma condividendone le finalità vorrà contribuire nel limite delle proprie possibilità economiche e confido sempre in una maggiore sensibilità da parte delle amministrazioni locali per sviluppare i nostri progetti.
Tutto questo per continuare con lo stesso stile la storia dello Stadio Idealità, di quei ragazzi di quegli uomini, che godendo di un tempo dove spirava brezza favorevole, con una guida capace di indicare la giusta rotta edificarono una struttura fondata non tanto su muri, mattoni, ma su un cuore capace di scoprire il valore di un impegno di generosità, di intuirne la prospettiva, quale mezzo per edificare una vera comunità all'insegna dei valori trasmessi da secoli di vita cristiana.
Autore: Il presidente, Vittorio Colombo